Nutrire un riccio: che cosa dare e che cosa non dare mai
In condizioni normali un riccio non ha bisogno di essere nutrito: l'acqua è l'unico aiuto davvero utile. Gli alimenti vietati, le rare situazioni che giustificano un supporto e il modo di farlo senza nuocere.

In questa guida
La risposta breve sorprende spesso: di regola, un riccio di giardino non va nutrito. La LPO ricorda che gli alimenti offerti sono spesso inadatti e che radunare attorno a una ciotola animali solitari favorisce la trasmissione di malattie e parassiti. L'aiuto davvero utile sta altrove: una ciotola d'acqua fresca cambiata ogni giorno, un giardino ricco di insetti e di lumache, e nessun granulo lumachicida. Il latte, invece, va bandito in modo assoluto.
Che cosa mangia un riccio da solo
Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è un insettivoro notturno. Il suo menù naturale è fatto di coleotteri e delle loro larve, forbicine, bruchi, lombrichi, limacce, chiocciole, millepiedi e, all'occasione, uova o carogne. Percorre una distanza notevole ogni notte per trovare questo cibo: circa un miglio, cioè 1,6 km, secondo l'associazione britannica Hedgehog Street.
Questa distanza spiega perché la ciotola è una cattiva risposta a un buon problema. Un riccio non viene nutrito da un giardino: viene nutrito da una rete di giardini che attraversa. Rendere permeabili le recinzioni, con aperture di circa 13 × 13 cm a filo del suolo, amplia la sua dispensa molto più di qualsiasi piatto. La guida ospitare il riccio in giardino descrive questi accorgimenti.
Va ricordato anche il suo status: il riccio è una specie protetta in Francia, ai sensi del decreto del 23 aprile 2007. È vietato catturarlo, ucciderlo o disturbarlo intenzionalmente, così come trasportare o detenere un animale prelevato in natura. Ospitarlo non significa addomesticarlo né tenerlo.
Perché nutrirlo con regolarità crea problemi
Quattro ragioni, tutte documentate dalle associazioni di tutela.
Gli alimenti offerti sono poco adatti. Le crocchette per gatto in commercio sono spesso troppo ricche di sale e di grassi per un insettivoro, e un'alimentazione squilibrata provoca disturbi ossei e digestivi, soprattutto nei giovani in crescita.
La ciotola raduna animali solitari. Un punto di alimentazione concentra più individui nello stesso posto, notte dopo notte, e questo favorisce la trasmissione di parassiti e malattie fra loro.
Crea dipendenza e falsa i riferimenti. Un animale che ogni sera trova cibo facile smette di esplorare, riduce il proprio territorio e si ritrova sprovvisto il giorno in cui la ciotola sparisce, per esempio durante le vacanze.
Attira altri commensali. Arrivano anche ratti, gatti randagi, faine e volpi, con i conflitti di vicinato e i rischi sanitari che ne derivano.
L'acqua: l'unico aiuto davvero utile
Nei periodi asciutti manca più spesso l'acqua del cibo, in particolare durante le estati calde e gli autunni secchi, quando il suolo indurito rende i lombrichi irraggiungibili.
Una ciotola va bene se rispetta tre condizioni:
- Poco profonda e con i bordi inclinati, perché un riccio giovane o un insetto caduto in acqua possa uscirne senza sfinirsi.
- Pesante e stabile, posata direttamente a terra, in un angolo tranquillo e lontano da un cespuglio fitto dove un gatto potrebbe appostarsi.
- Cambiata ogni giorno, e spazzolata con acqua pulita una volta a settimana. L'acqua stagnante trasmette malattie e fa da nursery alle zanzare.
Questa ciotola in gres di 35 cm di diametro, profonda al massimo 4 cm e con il bordo inclinato, soddisfa questi tre punti; qualche ciottolo posato al centro permette ad api e piccoli uccelli di bere senza annegare. Serve a tutta la piccola fauna, non solo al riccio. La sua scheda indica un ritmo minimo di due giorni fra due cambi d'acqua: per un punto d'acqua frequentato di notte da un riccio, il rinnovo quotidiano resta la regola.
Uno specchio d'acqua più grande, vasca o piscina, richiede invece una precauzione: un'asse ruvida, un pezzo di rete metallica o qualche pietra che formino una rampa di uscita. Il riccio nuota, ma non supera una parete liscia e finisce per annegare.
Che cosa non si dà mai
| Alimento | Perché |
|---|---|
| Latte, panna, formaggio | Il riccio digerisce malissimo il lattosio: diarrea, disidratazione, a volte esito fatale. È l'errore più diffuso e più grave |
| Pane, fette biscottate, cereali zuccherati | Nessun valore nutritivo per un insettivoro, e disturbi digestivi |
| Avanzi di pasti, salumi, piatti salati | Troppo sale e troppi grassi per un piccolo mammifero |
| Camole della farina, arachidi, semi per uccelli | Squilibrio fra calcio e fosforo: consumati in quantità, indeboliscono lo scheletro |
| Crocchette o paté a base di pesce | Mal tollerati e molto odorosi, attirano gatti e ratti |
| Frutta, verdura, dolciumi | Nessun posto nella dieta di un insettivoro, e fermentazioni digestive |
| Granuli lumachicidi e pesticidi | Avvelenano il riccio direttamente o tramite le sue prede, e gli tolgono il cibo |
A questo elenco si aggiunge un'ovvietà spesso dimenticata: non lasciare mai cibo a disposizione in permanenza, né una ciotola scordata al sole.
I rari casi in cui un supporto si giustifica
Tre situazioni, e soltanto tre.
- Un autunno molto asciutto, quando il suolo indurito priva l'animale di lombrichi e larve proprio prima del letargo.
- Un giovane di cucciolata tardiva, visibilmente leggero all'arrivo del freddo, che deve ancora prendere peso prima di andare in letargo.
- Un'indicazione data da un centro di recupero, dopo una telefonata.
Nel dubbio, il riflesso giusto è telefonare prima a un centro di recupero della fauna selvatica. Solo loro possono dire se un animale ha davvero bisogno di aiuto e che cosa dargli.
Se il supporto è giustificato, si fa così: crocchette per gatto senza pesce, in piccola quantità, eventualmente inumidite, deposte a inizio notte in un angolo riparato, lontano dai gatti. La ciotola d'acqua accompagna sempre il cibo. La mattina dopo si toglie tutto quello che resta e si lava il contenitore. Si smette non appena la situazione che giustificava il supporto è finita.
Per osservare senza disturbare, meglio un apparecchio che una torcia: una fototrappola a visione notturna mostra chi arriva davvero, e le regolazioni utili evitano notti di video vuoti.
Nutrirlo senza ciotola: rendere il giardino ricco di prede
È il vero argomento, e non costa nulla.
- Eliminare pesticidi e granuli lumachicidi. Limacce e chiocciole fanno parte del menù; toglierle equivale a svuotare la dispensa, e i granuli avvelenano per giunta il predatore.
- Lasciare un mucchio di foglie morte e una catasta di legna in un angolo tranquillo: gli invertebrati vi si moltiplicano e il riccio arriva a cacciare.
- Tagliare l'erba meno spesso e più alta, tenendo una fascia di erbe alte lungo una siepe.
- Fare il compost, preferibilmente in cumulo o in un cassone aperto sul fondo: un compost brulica di vermi e larve.
- Piantare una siepe di essenze locali invece di un allineamento di conifere.
Un rifugio tranquillo completa il quadro, per il giorno, il parto estivo e il letargo dalla fine dell'autunno all'inizio della primavera.
Si mette nell'angolo più tranquillo del giardino, sotto una siepe o contro una catasta di legna, riempito con una manciata di foglie morte asciutte. Una volta occupato non si apre più: un riccio svegliato in pieno letargo attinge a riserve preziose.
Resta un segnale da conoscere: un riccio attivo in pieno giorno è quasi sempre in difficoltà, come pure un animale molto magro, ferito o immobile allo scoperto. In quel caso occorre contattare subito un centro di recupero, tenere l'animale al riparo in uno scatolone maneggiandolo con guanti spessi, e non dargli né latte né cibo in attesa delle istruzioni. Per sapere se un riccio frequenta il giardino senza doverlo cercare, la guida i segni di presenza del riccio spiega che cosa individuare, e i rifugi e i passaggi sono riuniti nella sezione Ricci.
Fonti
- Ospitare il riccio nel proprio giardino — LPO
- Aiutare il riccio europeo — LPO Auvergne-Rhône-Alpes
- Status giuridico del riccio — LPO
- Decreto del 23 aprile 2007 che fissa l'elenco dei mammiferi terrestri protetti su tutto il territorio — Légifrance
- I centri di recupero della fauna selvatica — LPO
- Collega il tuo giardino — Hedgehog Street
Domande frequenti
Si può dare il latte a un riccio?
No, mai, in nessuna forma. Il riccio digerisce malissimo il lattosio e il latte provoca diarree che possono essergli fatali, soprattutto nei giovani. Panna e formaggio vanno esclusi per lo stesso motivo. Si deve offrire solo acqua fresca.
Bisogna nutrire i ricci d'inverno?
No. Il riccio va in letargo dalla fine dell'autunno all'inizio della primavera e in quel periodo non si alimenta. Mettere del cibo rischia di svegliare un animale che attingerebbe inutilmente alle proprie riserve. L'aiuto si gioca prima, in autunno, lasciando il giardino ricco di prede.
Quali crocchette dare a un riccio, e in che quantità?
Solo nelle rare situazioni che lo giustificano, e dopo aver chiesto consiglio a un centro di recupero: crocchette per gatto senza pesce, in piccola quantità, deposte a inizio notte in un angolo riparato. Il resto si toglie la mattina dopo e il contenitore si lava.
Le camole della farina fanno bene ai ricci?
No, nonostante la loro reputazione. Consumate in quantità squilibrano il rapporto fra calcio e fosforo e indeboliscono lo scheletro, in particolare nei giovani. Arachidi e semi per uccelli pongono lo stesso problema e non sono adatti a un insettivoro.



















