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Consiglio

Crescono funghi sul legno del mio terrario

Piccoli funghi gialli o bianchi su una radice o nel substrato: perché è normale in un terrario bioattivo, come distinguerli da una muffa e quando intervenire.

La rédactionPubblicata il · 7 min di lettura
Petits champignons jaune pâle sortis d'une racine de bois dans un terrarium fermé, vus en gros plan

Per approfondire: Per sostituire un pezzo degradato, consulti la scelta e la preparazione del legno da terrario.

Un fungo che spunta dal legno o dal substrato di un terrario chiuso, nelle prime settimane, è normale e non è grave. Non è una malattia e non dipende da un errore di montaggio: è la decomposizione del legno morto che comincia, esattamente come sul suolo di un bosco. Non c'è nulla da fare, se non guardare. L'unico caso che richiede un intervento è la muffa, che non ha né la stessa forma né la stessa causa, e che si riconosce in pochi secondi quando si sa cosa cercare.

Perché il legno fa i funghi

Una radice, un ramo o un pezzo di legno di mare non è mai sterile. Contiene spore e micelio, quei filamenti bianchi quasi invisibili che percorrono il legno da mesi. Chiuda quel legno dentro un barattolo caldo e umido e gli offrirà esattamente le condizioni che mancavano per fruttificare. Il fungo che vede è solo l'organo riproduttivo di un organismo già presente nel pezzo di legno quando lo ha sistemato.

Tre condizioni fanno scattare la comparsa, e un terrario chiuso le riunisce tutte:

  • L'umidità stabile, mai interrotta da una corrente d'aria secca;
  • Una temperatura mite, quella di una casa, fra 18 e 26 °C;
  • Materia morta disponibile: legno, lettiera di foglie, corteccia, radici tagliate di fresco.

È lo stesso meccanismo che fa girare un terrario bioattivo, dove la decomposizione della materia morta è un ingranaggio voluto, non un incidente.

I tre visitatori più comuni

Quello che vedeAspettoDoveCosa fare
Fungo giallo vivoGambo sottile, cappello pieghettato, 1 a 4 cmSubstrato tropicale, base del legnoNiente, oppure raccoglierlo con la pinza
Piccoli cappelli bruniGruppo fitto, gambo chiaroLegno, lettiera di foglieNiente
Crosta bianca sulla cortecciaVelo piatto, aderente, senza peluriaRadice, legno di mareNiente
Peluria cotonosaMacchia sfumata, filamenti, senza formaFoglia morta, terra intrisa d'acquaTogliere e arieggiare

Le prime tre righe sono funghi. L'ultima è una muffa, ed è la sola che richieda un gesto.

Il fungo giallo del terriccio

È di gran lunga il più frequente, e quello che preoccupa di più. Esce dal substrato in una notte, alza un cappello giallo o giallo pallido di qualche centimetro, poi crolla in due o tre giorni. Vive della materia organica del terriccio, non tocca le radici vive e sparisce da solo quando la materia fresca è stata consumata. Lo può lasciare. Lo raccolga con la pinza solo se le dà fastidio o se dei bambini piccoli aprono il barattolo.

I piccoli cappelli del legno

Crescono a ciuffi sulla corteccia stessa o sul taglio di una radice. Confermano che il legno si decompone lentamente, che è la vocazione di una decorazione naturale in un ambiente vivo. Non si propagano alle piante. La loro comparsa segue spesso un'irrigazione un po' generosa o un periodo mite, e in qualche giorno seccano sul posto. Li può togliere con la pinza una volta afflosciati, per evitare che si trasformino in materia molle a contatto con il muschio.

Il velo bianco piatto

Spesso scambiato per muffa, è in realtà micelio allo scoperto: una rete di filamenti che colonizza la superficie del legno. È piatto, aderente, e segue le fibre. La muffa, invece, sta al di sopra della superficie, come peluria, e si stacca con un soffio.

La differenza che conta: fungo o muffa

Bastano tre criteri.

  1. La forma. Un fungo è costruito: un gambo, un cappello, o una crosta dai bordi netti. Una muffa non ha forma, si allarga come una nuvola.
  2. Il supporto. Il fungo viene dal legno, dalla corteccia o dalla lettiera. La muffa si installa su una foglia morta caduta, su un frutto decorativo, su una zona di terra zuppa.
  3. Il seguito. Il fungo sale, libera le spore e si affloscia in qualche giorno. La muffa si estende, guadagna terreno ogni giorno e ritorna nello stesso punto dopo che è stata tolta.

Se la sua macchia risponde ai criteri della muffa, la guida Muffa nel terrario chiuso indica come procedere: togliere la materia colpita con la pinza, arieggiare e correggere l'irrigazione. Un odore di stagno al momento di aprire il barattolo punta verso lo stesso eccesso d'acqua.

Quando conviene comunque preoccuparsi

Il fungo in sé non è quasi mai il problema. Diventa un segnale quando si accompagna ad altro:

  • Il substrato resta zuppo e l'acqua ristagna sul fondo del contenitore. Il fungo non ne è la causa, ma prospera su quel terreno. Legga Terrario troppo umido.
  • Le foglie anneriscono alla base o gli steli si ammorbidiscono: non è più decomposizione di legno morto, è un marciume dei tessuti vivi, e la guida Le mie piante da terrario muoiono distingue le cause.
  • Il legno si sgretola in pochi mesi. È il corso normale delle cose, semplicemente accelerato da un legno tenero. In futuro scelga un legno denso e asciutto, come quelli della selezione Legni e radici.

Quello che non bisogna fare

  • Non tratti con un fungicida. Un prodotto antifungino in un barattolo chiuso uccide anche la microfauna utile, collemboli compresi, e non risolve nulla, visto che il micelio è dentro il legno.
  • Non versi acqua ossigenata né cannella sul substrato. Questi rimedi molto diffusi squilibrano un ambiente che non era malato.
  • Non tiri fuori il legno per bollirlo a cose fatte. Distruggerà la composizione senza sterilizzare durevolmente alcunché: le spore sono già nel terrario e nell'aria della stanza.
  • Non assaggi mai un fungo di terrario, e si lavi le mani dopo un intervento all'interno del barattolo.

Conviverci, e perfino servirsene

In un allestimento bioattivo i funghi lavorano per lei: trasformano il legno e le foglie morte in materia assimilabile dalle piante. I collemboli che percorrono il substrato ne consumano una parte, il che regola naturalmente la loro comparsa. È questo trio — legno morto, funghi, microfauna — che fa sì che un terrario ben montato chieda così poca manutenzione, come spiega Curare un terrario bioattivo.

Bastano due gesti per tenere la situazione in mano. Tolga le foglie morte che cadono sul substrato, perché nutrono soprattutto la muffa. E mantenga un ritmo di irrigazione misurato, descritto in Irrigare un terrario: un substrato fresco, mai zuppo, lascia ai funghi il loro ruolo senza lasciar prendere piede al marciume.

Sources

Domande frequenti

I funghi di un terrario sono pericolosi?

Per le piante no: quelli che crescono sul legno decompongono il legno morto e non attaccano i tessuti vivi. Come ogni fungo sconosciuto, non si mangiano e non si maneggiano a mani nude, soprattutto in presenza di bambini o animali. Chiuda il barattolo e si lavi le mani dopo un intervento.

Bisogna togliere il fungo giallo che cresce nel substrato?

Non è necessario. Il piccolo fungo giallo vivo dei terricci tropicali si nutre di materia morta e sparisce da solo in qualche giorno. Lo tolga soltanto se le dà fastidio alla vista o se dei bambini hanno accesso al terrario, raccogliendolo con la pinza.

Come si distingue un fungo da una muffa?

Un fungo ha una forma costruita: un gambo, un cappello, o una crosta ben delimitata sul legno. Una muffa è una peluria cotonosa, senza struttura, che si allarga a macchia e che ritorna nello stesso punto. La muffa segnala un eccesso di umidità, il fungo segnala semplicemente del legno in decomposizione.

I funghi tornano sempre?

Compaiono soprattutto nelle prime settimane, finché il legno e il substrato contengono materia fresca da decomporre. Poi si diradano, e cessano quando l'ambiente si stabilizza. Una ricomparsa dopo un'irrigazione abbondante è normale.

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